Cover & Shooting

Irina Shayk su Amica come Crudelia De Mon: Amo gli animali, ma non rinuncio alle pellicce. E’ polemica.

irina shayk_amica cover_pelliccia

Sulla copertina della rivista Amica c’è una statuaria Irina Shayk (sì la stessa Irina della pubblicità Intimissimi, fidanzata di Cristiano Ronaldo e consacrata da Sport Illustrated come donna più sexy del mondo) e fin qui nulla di strano, fa la modella lei. Peccato che tenga tra le braccia un tigrotto di 9 mesi e che indossi una pelliccia e peccato soprattutto che il titolo in copertina dica”Amo gli animali. Devo rinunciare alla pelliccia?“. Inizialmente, devo essere sincera,  ho pensato ad una provocazione e mi sono detta che sicuramente all’interno avrebbero spiegato che no, non devi rinunciare alla pelliccia (se proprio ti piace) perchè l’alternativa cruelty free è quella ecologica. E invece no la modella russa in un’intervista racconta di avere un gatto, di amare gli animali ma di amare le pellicce, quelle vere motivando nella maniera più banale la sua scelta di indossarle:

«Vengo dalla Russia e lì gli inverni sono talmente rigidi che muori se non le indossi. E poi tutti mangiano carne e vestono capi di pelle, ma per queste cose non vengono rimproverati. Le persone che si scandalizzano per le pellicce spesso dimenticano le scarpe di cuoio che stanno calzando in quel preciso istante. Questa sì che è contraddizione».

Non credo di aver mai acquistato un numero della rivista Amica, e  io sono una che fagocita riviste, quindi un motivo ci sarà se in edicola non sono mai stata sfiorata dal pensiero di acquistarla e il cattivo gusto di questa copertina parla da sè. Pare inoltre che non sia l’unica a non apprezzare la rivista, basta andare su Facebook, nella fan page di Amica ( che conta poco più di 400 fan/amici, e questo la dice già lunga) per leggere quanta indignazione abbia suscitato nel popolo del web. Il trend dei commenti è ” Non ho mai comprato la vostra rivista e ho trovato un motivo in più per non iniziare adesso“.

Poi sono insorti anche gli animalisti, of course. Vegani, vegetariani, militanti di associazioni per la tutela degli animali. Ma basta farsi due conti per capire che mettere in copertina la bella e spietata Irina in pelliccia stile Crudelia Demòn non è stata soltanto una scelta incauta del Direttore Cristina Lucchini una leggerezza da bacchettare. Amica che evidentemente non navigava in buone acque tanto da dover ricorrere ad un urgente restyling, si è affidata al caro vecchio ” parlate di me, anche male, purchè se ne parli” ed è ricorsa al famoso stratagemma della polemica facile, tipica degli editori morti di fama che pur di vendere qualche copia in più o risollevare le sorti di una rivista moribonda schiaffano in copertina la bella e cattiva e si fregano già le mani soddisfatti della provocazione lanciata che sanno già che stuzzicherà l’indignazione popolare. Qualcuno spieghi a questi geni del male, convinti di aver fatto il colpaccio, che quando la polemica si sarà placata, ci saremo già scordati di Amica, se poi ci metti anche la gestione della fan page su Facebook con immancabile cancellazione random dei commenti, ecco che la brand reputation si è  definitivamente andata a farsi benedire. Tuttavia, pur avendo sentito da subito puzza di strategia, io quattro parole sulla questione le voglio dire perchè, sapete com’è sono sensibile all’argomento e vedere quella copertina mi ha urtato non poco.

Al direttore furbetto, alla bella e sciocca Irina, all’autrice dell’articolo e a quanti pensano che sia contraddittorio mangiare carne ed essere animalisti o indossare scarpe di cuoio e prodigarsi per la tutela degli animali io dico che animalista non è uguale ad integralista e che la smettessero di tentare di far credere che, in fondo in fondo, ogni donna scuoierebbe un animale per vanità. C’è chi ha una coscienza e chi un mononeurone, io sto con i primi.

In sintesi cara Amica, ma amica di chi?

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8 Commenti

  • Reply
    alice
    18 novembre 2011 at 18:54

    Alessia però scusami ma ti stai contraddicendo… il woolrich è fatto con vera piuma d’oca e il pelo sul cappuccio è di coniglietto… medita bene! La copertina è orrenda e di pessimo gusto, ma secondo me la qustione andava giustamente sollevata. Riferendomi al commento di Valentina: he differenza c’è tra un pollo allevato anche a terra a cui viene “tirato il collo” e un animale da pelliccia? Non è egualmente violenza… o ci sono violenze di serie A o B in base a quello che conviene?

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    Peonia
    1 novembre 2011 at 15:39

    Ok sono vegetariana e quindi non faccio testo….però posare con mamma tigre (morta) e tigrotto a mo’ di figlio non è esattamente logico. Forse è ignorante e non ci arriva, ma sono convinta che in Russia abbiano trovato modi più economici ed etici per non patire il freddo.

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    Alessia
    28 ottobre 2011 at 20:57

    Qualcuno spieghi alla bella Irina che esistono giubbotti ( woolrich, refrigiwear) che tengono caldo anche con temperature di -40, vi prego!!! Come se nel 2011 esistesse solo la pelliccia, ma a chi vuol darla da bere??? E le pelliccie finte? Non Sa che esistono??

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    Loredana
    27 ottobre 2011 at 16:40

    si può rinunciare anche alle scarpe e alle borse di pelle però..

    • Reply
      Valentina Grispo
      27 ottobre 2011 at 17:00

      Indubbiamente Loredana, ma tra il rivoluzionare totalmente lo stile della nostra vita diventando vegani e indossando solo fibre sintetiche e sfoggiare una pelliccia simbolo della crudeltà dell’essere umano, di meschinità e malvagità gratuita, c’è una via di mezzo dove mi colloco io che nel mio piccolo non mangio maiale, coniglio, agnello, oca, capretto, ma solo pollo, tacchino e vitello raramente, non acquisto uova da allevamenti in batteria; non compro capi con dettagli in pelo di cane, lapin o gatto e non compro piumini in piume d’oca. Sono piccoli gesti che non salvano il mondo ma mi fanno stare meglio, sperando un giorno di poter essere più coerente e abolire del tutto il consumo di carne e non acquistare più accessori in pelle.

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    Vivienne
    27 ottobre 2011 at 13:27

    Sono disgustata. Non ho mai comprato Amica e non ho la minima intenzione di iniziare, nè ora, nè mai. D’accordo su tutto quello che è stato scritto nell’articolo.

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    Shoegal1985
    27 ottobre 2011 at 12:14

    Ieri ne ho parlato anch’io, da donna prima ancora che da vegetariana, e la penso esattamente come te; purtroppo la sig.ra Lucchini è riuscita nel suo intento: far parlare della rivista. Vorrei però sapere quante copie venderà il prossimo numero…

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    Vanessa
    27 ottobre 2011 at 12:07

    Grande Vale!!! sottoscrivo tutto in toto…la pelliccia è una di quelle cose che mi manda fuori di testa. È così facile rinunciarci. Non richiede poi questo grande sacrificio…così come i colletti di pelo e tante altre stronzate. Perciò definirsi animalisti e compiere un gesto così stupido e gratuito è una chiara provocazione e null’altro.

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